Sono tornato prima del previsto da una vacanza per essere presente al matrimonio di un mio caro cugino che sposa oggi: Armando.
Sono tornato perché avevo piacere di esserci e perché avevo colto in Armando un sincero dispiacere quando gli avevo detto di non poter essere presente.
Non me ne sono pentito.
Ad accogliermi (senza sassi) una allegra e festosa atmosfera, leggera e scanzonata... i volti noti della mia vita di fianco a me.
Ci salutiamo felici di essere lì insieme a condividere un po' del nostro tempo, a trascorrere una giornata insieme ed a fare le stesse cose, come se il tempo non fosse passato, come quando,da ragazzi, i nostri genitori ci portavano al mare o al Terminio.
Ci sediamo fuori per l'antipasto, un tavolo fatto tutto da cugini della stessa generazione (più o meno) e cominciamo a ridere ed a divertirci come degli adolescenti.
Entriamo in sala ed il tavolo è lo stesso, il cazzeggio pure. Rido, ridiamo come non ci capitava da tempo.
L'atmosfera è così bella e distesa che li sento organizzare un'altra cena di cugini.
Mi astraggo e non partecipo alla discussione...li guardo, sembrano un'istantanea in bianco e nero ...sono le figure più antiche che ricordi, quelli con cui sono stato a contatto, perché i nostri genitori si riunivano spesso... mi sembrano tutti come allora.... adesso che siamo a tavola, allegri e felici, spogli del nostro vissuto.... disinteressati e dimentichi di ciò che siamo diventati ...li guardo ancora e riconosco e vedo in loro un po' di me.
Sento montare un affetto straripante e la solita malinconia al pensiero del tempo andato e perduto.
Decido di non pensarci e di godere di questi momenti, di questa giornata che ci ha visto ancora insieme, bambini cresciuti che nascondono dietro le rughe, i capelli bianchi o gli affanni del cuore, il perpetuo retaggio di un piccolo mondo, di un eterno moto di affetto da cui nessuno può prescindere.
E che bello rendersi conto che è così!
Sono tornato perché avevo piacere di esserci e perché avevo colto in Armando un sincero dispiacere quando gli avevo detto di non poter essere presente.
Non me ne sono pentito.
Ad accogliermi (senza sassi) una allegra e festosa atmosfera, leggera e scanzonata... i volti noti della mia vita di fianco a me.
Ci salutiamo felici di essere lì insieme a condividere un po' del nostro tempo, a trascorrere una giornata insieme ed a fare le stesse cose, come se il tempo non fosse passato, come quando,da ragazzi, i nostri genitori ci portavano al mare o al Terminio.
Ci sediamo fuori per l'antipasto, un tavolo fatto tutto da cugini della stessa generazione (più o meno) e cominciamo a ridere ed a divertirci come degli adolescenti.
Entriamo in sala ed il tavolo è lo stesso, il cazzeggio pure. Rido, ridiamo come non ci capitava da tempo.
L'atmosfera è così bella e distesa che li sento organizzare un'altra cena di cugini.
Mi astraggo e non partecipo alla discussione...li guardo, sembrano un'istantanea in bianco e nero ...sono le figure più antiche che ricordi, quelli con cui sono stato a contatto, perché i nostri genitori si riunivano spesso... mi sembrano tutti come allora.... adesso che siamo a tavola, allegri e felici, spogli del nostro vissuto.... disinteressati e dimentichi di ciò che siamo diventati ...li guardo ancora e riconosco e vedo in loro un po' di me.
Sento montare un affetto straripante e la solita malinconia al pensiero del tempo andato e perduto.
Decido di non pensarci e di godere di questi momenti, di questa giornata che ci ha visto ancora insieme, bambini cresciuti che nascondono dietro le rughe, i capelli bianchi o gli affanni del cuore, il perpetuo retaggio di un piccolo mondo, di un eterno moto di affetto da cui nessuno può prescindere.
E che bello rendersi conto che è così!







